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Ordinamento e Deontologia

Scuola Forense “Feliciano Benvenuti”: Linee programmatiche

1. PREMESSA

Nel 2008 la Scuola Superiore dell’Avvocatura ha predisposto “Linee Guida” per le Scuole Forensi, la cui applicazione è destinata a rivoluzionare il tradizionale modello formativo per l’accesso all’avvocatura.
Rinviando per gli ulteriori approfondimenti al testo integrale delle Linee, allegato al presente scritto, può dirsi, in sintesi estrema, che il metodo ed i contenuti essenziali di quel lavoro si fondano sulla premessa della distinzione “tra insegnamento universitario e formazione professionale.
L’Università insegna il diritto, la sua storia, il pensiero su cui si fondano i principi, gli ordinamenti e gli istituti, utilizzando una didattica organizzata per settori disciplinari che basa l’apprendimento sulle singole materie definite dalle leggi sostanziali e processuali.
La Formazione presuppone già concluso l’apprendimento del sapere giuridico, almeno nei fondamentali istituti e costituisce un percorso successivo, diretto a infondere e sviluppare nel laureato competenze, abilità e maturità per l’applicazione del diritto ai casi della vita: (…) alla didattica delle materie, pertanto, la formazione sostituisce, integrandola, una didattica fondata sui principi e sul metodo”.
Muovendo da questa prospettiva, la metodologia didattica suggerita dalle “Linee Guida” alle Scuole Forensi, si sviluppa in particolare lungo un percorso formativo che mira a rendere possibile ai futuri avvocati l’acquisizione degli strumenti culturali e tecnici necessari per l’esercizio della professione: tra essi, a puro titolo esemplificativo, il ragionamento giuridico nell’analisi e soluzione del caso concreto; le tecniche di espressione; il linguaggio giuridico; le tecniche di redazione degli atti giudiziari; le tecniche di redazione di pareri e atti stragiudiziali; le tecniche di ricerca; la deontologia e l’etica professionale.
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Venezia, e con esso la Fondazione Scuola Forense “Feliciano Benvenuti”, intendono far proprio questo ambizioso programma, destinato a riempire lo spazio, attualmente privo di qualsiasi struttura istituzionale di insegnamento (fatta salva l’esperienza delle Scuole di Specializzazione per le professioni legali, da molti tuttavia ritenuta ancora troppo modulata su schemi didattici di tipo universitario), tra il modello formativo universitario e l’ingresso nella professione.
Al fine di attuare questo progetto si rende, all’evidenza, indispensabile procedere ad una rivisitazione, sia sotto il profilo dell’organizzazione che dei contenuti, dei corsi di formazione per i praticanti, organizzati dalla Fondazione “Feliciano Benvenuti”.
In tal modo, si consentirà alla Fondazione, non solo di ottimizzare la sua vocazione a compiti formativi, ma anche di liberare risorse ed energie verso gli altri suoi scopi istituzionali della promozione e diffusione della cultura giuridica e della funzione dell’avvocatura.

2. LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DEI CORSI DI FORMAZIONE PER I PRATICANTI

2.1 La Direzione

L’intero assetto organizzativo della formazione per l’accesso è stato strutturato in modo stabile ed organico.
In particolare, è necessaria l’istituzione di una Direzione della Scuola di Formazione, nella persona di un avvocato, con funzioni di organizzazione, coordinamento e rappresentanza dell’attività della Scuola, in sinergia con la Scuola Superiore dell’Avvocatura e con le diverse Scuole Forensi a livello regionale, triveneto e nazionale.
La direzione è dotata di una sua apposita Segreteria, coordinata, nei suoi indirizzi generali, da uno o più avvocati e dotata di personale operativo, pur a tempo parziale.
La Segreteria è organizzata in modo da realizzare la rapida trasmissione, indispensabile per il buon funzionamento del sistema, dei flussi informativi tra il Consiglio dell’Ordine e la Fondazione.
La realizzazione del progetto formativo, come sopra illustrato, richiede anche un adeguato supporto di tipo informatico.
In prospettiva, il sistema informatico potrà essere utilizzato anche per la diffusione di specifici eventi formativi e la verifica del grado di preparazione acquisita dai partecipanti ai corsi.
Il progetto formativo potrà agevolmente espandersi anche sul versante editoriale e divulgativo di materiale didattico attraverso la rivista “Dialoghi”, la cui vocazione culturale e la cui organizzazione già collaudata sono in grado di assecondare al meglio questa esigenza.

2.2. I Responsabili di Area

La metodologia didattica suggerita dalle “Linee Guida”, che il Consiglio dell’Ordine e la Fondazione intendono realizzare, pur se innovativa, continua ad essere sviluppata nell’ambito di aree tematiche fondamentali di tipo tradizionale: l’area del diritto civile e processuale civile; l’area del diritto penale e processuale penale; l’area del diritto amministrativo e del processo amministrativo; l’area della deontologia.
Al vertice di ciascuna area è designato un Responsabile, che opererà in stretta collaborazione con la Direzione, nel quadro delle Linee generali disegnate dalla Fondazione, sulla scorta dei criteri stabiliti dal Consiglio dell’Ordine.
Alla luce dei sopra esposti criteri metodologici di riferimento, diretti a orientare l’attività e le strategie didattiche in modo da colmare il vuoto esistente tra studi universitari ed effettivo esercizio della professione legale, è sembrato opportuno far ricadere la scelta dei Responsabili d’Area su avvocati.

2.3. I docenti

Le stesse ragioni metodologiche hanno indirizzato nella scelta dei docenti nei corsi formativi, organizzati nell’ambito di ciascuna area.
Si auspica che il corpo docente rimanga tendenzialmente stabile, per consentire lo svolgimento di un’attività didattica in una prospettiva di lungo periodo.
Requisiti essenziali nella scelta del docente sono, oltre alla comprovata capacità ed esperienza professionale nel settore dell’Avvocatura o della Magistratura, anche la sua attitudine all’insegnamento, teorico e pratico, basato non solo sulla lezione frontale, ma anche su sperimentazioni, simulazioni, lavoro di gruppo, dibattiti.
I docenti potranno essere affiancati da giovani avvocati con compiti di tutorato.

2.4. I corsi

I corsi organizzati nell’ambito di ciascuna area muovono tutti da una prospettiva casistica ed hanno i contenuti formativi sinteticamente indicati nella premessa sub 1 e dettagliatamente illustrati nelle “Linee Guida”, allegate alla presente relazione.
L’obiettivo essenziale dei corsi è quello di preparare i giovani all’esercizio della professione forense e non soltanto all’esame di abilitazione.
Quest’ultima finalità – la preparazione all’esame di abilitazione – verrà implicitamente realizzata con l’attuazione del modello formativo prescelto, alla quale tuttavia si affiancheranno momenti più specificamente dedicati alla preparazione della prova d’esame.
Questi momenti diversamente formativi, potranno anche essere delocalizzati sul territorio per consentirne una più agevole fruizione ai praticanti, in sinergia con le Associazioni forensi operanti nel distretto della Corte d’Appello. Un utile contributo di docenza in questo segmento dell’attività formativa, potrà essere fornito anche dagli avvocati che abbiano partecipato alle commissioni d’esame di abilitazione e da giovani avvocati che svolgano funzioni di tutorato.
Il necessario collegamento tra la scuola e le sue ramificazioni territoriali, e l’intera organizzazione logistica andranno curati da un Responsabile, anch’esso avvocato.
Durante lo svolgimento dei corsi, saranno compiute opportune periodiche verifiche sul grado di preparazione raggiunto dai partecipanti ai corsi, delle quali la Commissione prevista dal regolamento per la pratica professionale terrà conto ai fini della valutazione del compimento del tirocinio professionale.

3. CONCLUSIONI

Il presente scritto intende costituire soltanto una guida di massima del progetto sulla formazione per l’accesso che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Venezia e la Fondazione intendono abbracciare.
Oltre alle “Linee Guida” della Scuola Superiore dell’Avvocatura, viene allegato a questo scritto il dettaglio dei programmi, il calendario e l’organigramma della Scuola.
Venezia, 5 ottobre 2009

Il Presidente del Consiglio dell’Ordine, Avv. Daniele Grasso
Il Presidente della Fondazione Scuola Forense “Feliciano Benvenuti”, Avv. Marco Cappelletto